Editoriale

L’editoriale del Presidente

IL VIAGGIO

Cari amici, ci sono viaggi che cambiano lo sguardo e che portano verso una nuova dimensione.
Il viaggio studio che abbiamo fatto a maggio, nell’ottica del cambio di passo, ci ha portato in una dimensione più interessante e coinvolgente della pratica del Qi Gong. Potremmo dire che nello studio più statico e collettivo dei seminari, che annualmente facciamo ormai da molti anni, si è inserito un momento di pratica individuale con il maestro e una dimensione totalmente privata e personale.
L’esperienza coinvolgente ha raccolto in sé aspetti personali e profondi con un turismo di qualità culturale nei templi buddisti e taoisti, che sono stati la culla della pratica del Qi Gong nella città di Pechino e dintorni.
Ognuno dei partecipanti può ancora oggi sottolineare particolari aspetti dell’esperienza che ha vissuto nei diversi momenti di questa intensa settimana, dalla condivisione durante i pranzi e le cene alle visite nei templi e nella storia della cultura e della civiltà cinese.
Ma tutti quanti hanno vissuto un’esperienza che sarà indimenticabile nella loro vita, le emozioni, la vicinanza e la solidarietà, i momenti divertenti e quelli più stancanti per le veloci camminate fanno parte di un qualche cosa che ha riempito tutti di gioia e sono ancora adesso ricordati con intensa nostalgia nel gruppo social che era stato creato per l’occasione.
Come era stato programmato gli aspetti ludico turistici sono ruotati intorno al colloquio privato con il maestro dove ognuno ha potuto esprimere la propria esperienza di pratica, le proprie domande, le proprie difficoltà e i risultati raggiunti. Ognuno ha ricevuto indicazioni, consigli, chiarimenti sulla propria condizione energetica e sulla propria salute avendone un aiuto concreto.
Come abbiamo sperimentato non è stato un esame, ma un incontro e pertanto non poteva essere altro che qualcosa di molto costruttivo per la propria pratica personale.
Personalmente, avendo partecipato a un’esperienza analoga ormai 10 anni or sono, devo dire che pur delineandosi un percorso più o meno in modo analogo c’è stata una magia diversa, ogni cosa è andata per il meglio e anche le difficoltà che in un gruppo così particolare per il numero di persone con esigenze diverse si sono risolte in modo naturale.
Questo è il diverso approccio che il Maestro ha deciso di dare a questo incontro da cui certamente ognuno potrà ricavare al meglio.
Questa esperienza ha costituito chiaramente un cambio di passo nella pratica di ognuno di noi, ma soprattutto l’approccio al metodo di insegnamento che il maestro ha condotto fino ad oggi che così ne rinvigorisce la relazione e reinveste sugli allievi.
Questo approccio di responsabilità e coinvolgimento personale si svilupperà ulteriormente quando nel prossimo seminario, che terremo in autunno,  un’intera giornata sarà dedicata esclusivamente alla pratica e al confronto. Mentre come sempre le altre due giornate saranno dedicate allo studio di nuove e vecchie pratiche rivisitate, secondo il metodo di lavoro fin qui portato avanti.
Il cambio  di passo ha quindi molti risvolti non solo individuali ma anche nell’insieme delle attività della Fondazione che deve riformarsi e rigenerarsi in quest’ottica per cogliere più profondamente possibile la nuova fase in cui siamo.
La consapevolezza del Maestro di non avere molti anni a disposizione, porta ad accelerare nel nostro essere individuale e collettivo ogni cambiamento possibile per riuscire a cogliere il meglio di quello che è la sua formazione e di quello che è il suo insegnamento.
Il Maestro ha sicuramente raccolto e accolto anche le nostre contraddizioni, i nostri limiti, i nostri difetti nella pratica ma anche nella nostra persona. E come ha accolto tutti questi elementi che ci appartengono e li ha con dolcezza tollerati, ci ha anche consigliato per portarci verso una ulteriore crescita. Penso che anche noi dovremmo modellarci su questo esempio, anche noi dobbiamo accoglierci, tollerarci, correggerci nella maniera più comprensiva possibile per un vero cambio di passo del nostro essere nel mondo quotidiano. Quante volte il Maestro ha sottolineato che la crescita personale individuale nel vivere in modo corretto e nella moderazione va di pari passo con la crescita della pratica energetica pura. Le due cose sono inseparabili, non si può evitare il costante esercizio dell’ autocorrezione  per riuscire a praticare in modo corretto.

Tutti noi siamo chiamati a questa nuova collaborazione con il proprio impegno personale e collettivo all’interno della propria realtà associativa, tutti insieme in questa Fondazione.

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