Fondazione Qigong Li Xiao Ming
La Fondazione
Una nuova identità per una sapienza millenaria
Oggi, la Fondazione “FIMI QIGONG METODO LI XIAO MING” rappresenta l’evoluzione naturale di un cammino lungo quasi quarant’anni. Nata nel 2025 su esplicita sollecitazione del Maestro Li Xiao Ming, la Fondazione segna un passaggio di testimone cruciale: il gruppo storico di allievi-insegnanti ha scelto di assumersi la responsabilità formale di testimoniare, proteggere e dare continuità a questo insegnamento.
La trasformazione da Associazione a Fondazione non è solo un cambio di veste giuridica, ma un atto di fedeltà. In un’epoca di grandi mutamenti, sentiamo il dovere di garantire che questo “frammento genuino e luminoso” della sapienza millenaria cinese conservi la sua integrità, diventando un patrimonio stabile per le generazioni future.
La Fondazione è oggi guidata dagli allievi che hanno condiviso decenni di pratica profonda, viaggi di studio in Cina e percorsi di formazione specialistica. Il nostro impegno si articola su tre pilastri fondamentali:
- Trasmissione e Formazione: Insegnare il Qigong Taoista secondo il metodo Li Xiao Ming nella sua forma più autentica, formando nuovi esperti e organizzando seminari e viaggi di studio.
- Ricerca Scientifica e Umana: Proseguire l’indagine nel campo del benessere psicofisico e delle scienze umane naturali, integrando la tradizione orientale con le esigenze della vita occidentale.
- Collaborazione Istituzionale: Mettere il nostro patrimonio di esperienza a disposizione di enti, strutture di cura e organizzazioni che operano per la salute della persona.
A sostegno di questa missione opera il Collegio degli Allievi, organo vitale che assicura il costante rinnovamento generazionale del gruppo dirigente e che coordina la diffusione del metodo sul territorio.
Gli anni della maturazione: l’esperienza FIMI
Prima di diventare Fondazione, la nostra realtà è cresciuta per decenni sotto il nome di FIMI (Federazione Italiana Insegnanti Qigong). In questa fase, abbiamo costruito una rete capillare di praticanti, medici e insegnanti, trasformando il Qigong da pratica di nicchia a disciplina riconosciuta per la sua efficacia terapeutica.
Negli ultimi anni, nonostante le difficoltà poste dalle contingenze politiche e sanitarie globali che hanno limitato i contatti diretti con la Cina, la FIMI ha saputo darsi una struttura solida. È stato proprio in questo periodo di “distanza forzata” dal Maestro che è maturata la consapevolezza di dover diventare custodi attivi del suo metodo, passando dalla fase di apprendimento a quella della responsabilità e della conservazione scientifica del patrimonio ricevuto.
Il Consolidamento della Rete (1990 - 2010)
Per oltre vent’anni, l’attività si è concentrata sull’organizzazione dei seminari del Prof. Li Xiao Ming in Italia. In questi incontri, il Maestro ha presentato il Qigong non solo come ginnastica, ma come chiave interpretativa della visione dell’essere umano inserito nella natura. Attraverso corsi professionali di Medicina Tradizionale Cinese (MTC), abbiamo formato operatori capaci di integrare le conoscenze orientali con la medicina occidentale, promuovendo un approccio olistico alla salute che ha trovato accoglienza in ospedali, scuole e luoghi di cura.
1988: Il Seme Originale
Tutto ha avuto inizio a Genova nel 1988, con la nascita dell’A.I.QI.GO. (Associazione Italiana Qi Gong). Fu allora che un gruppo di pionieri — medici, psicologi, infermieri e insegnanti di discipline corporee — incontrò per la prima volta il Prof. Li Xiao Ming.
Ciò che ci spinse a unirci fu l’esigenza di superare i limiti dell’approccio oggettivo occidentale, trovando nelle tecniche del Maestro una risposta concreta e originale ai bisogni di salute e crescita interiore. Da quel primo nucleo di ricercatori è nata la storia che oggi, come Fondazione, continuiamo a scrivere con la stessa dedizione e lo stesso rigore di allora.
L'impegno della Fondazione è quello di promuovere la conoscenza del Qigong nella sua versione più autentica, affinché la memoria del metodo Li Xiaoming diventi futuro.
Un buon viaggiatore non ha piani precisi e il suo scopo non è arrivare
Laozi